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Elenco tutorial

Come molti sapranno, l’HDR (acronimo di High Dynamic Range) è una tecnica fotografica che permette di estendere la gamma dinamica della propria macchina fotografica scattando una sequenza di fotografie della stessa scena impostando diversi valori di esposizione (per le alte luci e per le ombre), per poi “fondere” questi scatti in fase di post-produzione.

Non sempre però siamo nella possibilità di effettuare una buona ripresa HDR: spesso ci troviamo in situazioni di difficoltà oggettiva come la mancanza del cavalletto (indispensabile per mantenere costante l’inquadratura), condizioni di illuminazione non variabili, situazioni metereologiche difficili (si pensi al vento che con foglie/fiori in primo piano provocherebbe un pessimo effetto “mosso” a seguito della fusione HDR), ecc.

In queste situazioni spesso si porta a casa soltanto un singolo scatto ma se si è avuta l’accortezza di scattare in RAW abbiamo la possibilità di utilizzare un “escamotage” per aumentare comunque un po’ la gamma dinamica (il guadagno è variabile in funzione del modello di fotocamera utilizzato).

Con ACR (Adobe Camera Raw) infatti si ha la possibilità di gestire anche il parametro dell’esposizione e aprendo più volte lo stesso RAW potremmo regolare l’esposizione (abbassandola per contenere le alte luci e alzandola per rivelare meglio le zone in ombra), ottenendo più immagini della stessa scena con uno pseudo-bracketing ottenuto in post elaborazione.

Quando il risultato dell’elaborazione automatica HDR non ci soddisfa (un bracketing così limitato non è l’ideale) è possibile procedere in modo “manuale”, che prevede l’uso di due sole immagini caricate sui layers di Photoshop per poi sfruttare le maschere di livello al fine di rivelare le zone di cui abbiamo modificato l’esposizione.

Per fare questo di solito si apre il RAW, si sistema l’esposizione per le alte luci (diamo per scontato che gli altri parametri del RAW, come la temperatura colore della foto, si siano già sistemati) e si salva l’immagine in .psd; poi si riapre il RAW, si sistema di nuovo l’esposizione per le basse luci e si salva in .psd con un altro nome rispetto alla precedente; infine con entrambe le foto aperte si copia una foto dentro l’altra in modo da avere due livelli con illuminazioni diverse e si maschera uno dei due ottenendo il risultato finale.
Con questo tutorial vi mostrerò, ancora una volta grazie alle potenzialità di Photoshop CS4, come è possibile ottimizzare e velocizzare i passaggi di cui sopra aprendo lo stesso RAW direttamente da Photoshop senza passare per il salvataggio e il copia/incolla di una foto dentro l’altra.

La foto che utilizzerò per il tutorial è quella della figura 1 di cui vedete la schermata di ACR. La foto scattata con il sole frontale presenta delle zone bruciate (clipping) nelle alte luci e delle zone che potrebbero essere schiarite (fogliame e girasole in primo piano).

Se attivate gli Shadow clipping warning e l’Highlight clipping warning, indicati in Figura 2 dalle frecce rosse, ACR vi evidenzierà le zone clippate nella foto (rispettivamente con il blu le zone clippate delle ombre e con il rosso le zone clippate nelle alte luci). I due strumenti possono essere anche attivati con delle lettere: la U per il clipping delle ombre e la O per le alte luci (per disattivarle si ripreme di nuovo la stessa lettera).

Come si vede e come immaginavamo, con l’esposizione a zero (freccia blu), alcune nuvole sono bruciate e la parte in basso è clippata tra il fogliame (in questo specifico caso sfrutteremo lo slider dell’esposizione anche per schiarire un po’ la corolla del girasole in primo piano che è in pieno controsole).

A questo punto in ACR iniziamo col regolare lo slider dell’esposizione per attenuare il clipping delle alte luci: è chiaro che nel caso specifico non potremmo eliminare del tutto il clipping perché abbiamo a che fare con il sole che risulterebbe “bruciato per definizione” (passatemi la battuta ) ma possiamo comunque eliminare il clipping dalle nuvole circostanti.
Portando lo slider dell’esposizione a -1.10, si può vedere dalla figura 3 come il clipping delle nuvole venga eliminato e permanga solo quello del sole (che accettiamo). Il valore è ovviamente soggettivo e basato su gusti personali, nulla toglie che possa essere regolato in modo diverso.

A questo punto arriva il pezzo forte. Il trucco sta nel non aprire il RAW come semplice immagine in Photoshop ma nel farla aprire come uno Smart Object (un ogggeto furbo e intelligente … in realtà è un oggetto avanzato, vedremo poi il perché): per fare questo in ACR dobbiamo premere Shift che trasforma il pulsante OpenImage (in basso a destra) nel pulsante OpenObject.
Tenendo premuto shift, clicccare sul pulsante Open Object evidenziato in figura 4.

In questo modo la foto verrà aperta in Photoshop come uno Smart Object che, come dicevamo, è un oggetto avanzato: gli Smart Object permettono di apportare modifiche all’originale senza che le variazioni sia distruttive, in altre parole l’oggetto si aggiornerà automaticamente quando all’originale viene applicata la modifica.
Gli Smart Object possono essere creati in molti contesti (esistono anche gli Smart Filter) e nel nostro caso specifico, essendo uno Smart Object applicato ad un RAW, potremo richiamare ogni qualvolta che vogliamo, e direttamente da Photoshop, l’interfaccia di ACR.
Come si vede dalla figura 5, lo Smart Object è identificato da una icona specifica nella palette dei Layers (indicata dalla freccia rossa) e ha l’enorme potenzialità di interagire direttamente con l’interfaccia di ACR: con doppio-click direttamente sull’icona della foto nella palette dei Layers (nel punto indicato dalla freccia blu) si può riaprire ACR per la nostra foto e, se volessimo, potremmo modificare gli slider a piacimento; dando OK lo smart object si aggiornerebbe mostrandoci la foto modificata (l’operazione può essere ripetuta tutte le volte di cui abbiamo bisogno).

A questo punto creeremo una copia del nostro Smart Object in modo che anch’esso possa richiamare in modo indipendente e direttamente da Photoshop l’interfaccia ACR della nostra foto: è molto importante che sia indipendente ecco perché questa operazione non può essere fatta semplicemente con un copia incolla dello Smart Object ma deve essere fatta cliccando col pulsante destro del mouse sul nostro primo livello (lo smart object) e selezionando la voce “New Smart Object via copy” (come indicato in Figura 6).

Photoshop creerà una copia dello Smart Object e a questo punto noi abbiamo due interfacce ACR indipendenti dello stesso RAW direttamente dentro Photoshop. Facendo doppio click sul primo o sul secondo smart object possiamo riaprire ACR della foto e modificare gli slider a piacimento in modo totalmente indipendente: magari sul primo sistemiamo la foto per le alte luci (come abbiamo già fatto abbassando l’esposizione a -1.10) e sul secondo sistemare le ombre alzando l’esposizione di un po’.
L’interfaccia dovrebbe apparire come in Figura 7.

Nel nostro caso, avendo già sistemato le alte luci, apriamo di nuovo l’interfaccia ACR facendo doppio click sulla copia del primo Smart Object (il secondo livello per intenderci, quello chiamato “_CAT0817 copy”), alziamo lo slider dell’esposizione a +0.60 come mostrato in figura 8 (freccia blu) e clicchiamo su OK (indicato dalla freccia rossa).

Il secondo Smart Object si aggiornerà e mostrerà la foto più chiara, frutto del movimento dello slider dell’esposizione (da notare come il primo livello non sia stato intaccato da questa operazione e quindi è rimasto più scuro, perché impostato per le alte luci).
A questo punto dovreste trovarvi in una situazione mostrata in figura 9, dove avete due livelli uno per le alte luci (il primo) e il secondo per le ombre, creati direttamente da Photoshop richiamando l’interfaccia di ACR tramite gli Smart Object.

Essendo dei livelli come tutti gli altri, possiamo creare delle maschere di livello (cliccando sull’icona indicata in figura 10) e mascherare a piacimento facendo emergere dal secondo livello soltanto le zone che a noi interessano: nel caso specifico maschereremo il cielo la cui corretta esposizione è assicurata dal primo livello.

Alla fine dell’operazione di mascheramento (non ci soffermiamo sulla tecnica ma in questo caso l’ho effettuata con un pennello morbido nero ad opacità intorno al 25%, passando più volte sulle parti non a confine con i girasoli), ci troviamo come nella figura 11.

 

Come potete vedere abbiamo simulato un HDR attraverso l’utilizzo di un unico RAW e gestendolo direttamente da Photoshop senza troppi passaggi esterni alla nostra foto facendoci risparmiare tempo prezioso al prosieguo della nostra elaborazione. A questo punto, come al solito, è possibile procedere con ulteriori elaborazioni seguendo il gusto personale: per quanto mi riguarda alla fine ho ottenuto questa immagine finale !!

Ad maiora e alla prossima!

 

In questo articolo vogliamo mostrarvi un metodo che permette di eliminare le dominanti colore in una fotografia, bilanciando i toni neutri tramite lo strumento Livelli.

Anche se noi scattiamo esclusivamente in RAW, con la possibilità di agire sul bilanciamento del bianco direttamente in CameraRaw, non di rado ci capita di dover eliminare delle dominanti tramite Photoshop; questo può accadere in diverse situazioni come ad esempio:

• la foto che dobbiamo lavorare è un Jpeg proveniente da fotocamere digitali oppure dal web;

• la foto (sia Jpeg che Tiff) proviene da una scansione;

• la foto presenta delle dominanti non omogenee tra i toni bassi, medi e alti (in questo caso risulta più complesso bilanciare in CameraRaw oppure con il campionatore del punto di nero/grigio/bianco all’interno di Curve o Livelli).

Sicuramente ognuno di voi si sarà imbattuto in analoghe situazioni.

Come abbiamo sottolineato altre volte, con Photoshop si può arrivare alla stessa meta seguendo strade diverse, ma tutte con analoga efficacia: anche in questo caso non ci esprimiamo sul fatto che questa sia la tecnica migliore ma senz’altro la troviamo molto efficace e facile da realizzare.

La tecnica di correzione si basa su un livello di regolazione Livelli che mostra l’istogramma della foto e permette di regolare, a livello generale e per ciascun canale RGB, i toni bassi, medi e alti attraverso tre slider che sono mostrati di seguito nella Figura 1.

I tre slider mostrati in figura sono la funzionalità dei Livelli che verrà utilizzata per correggere le dominanti.

Un'altro strumento che ci servirà per il nostro scopo è lo strumento Color Sampler (Campionatore Colore): questo strumento permette di selezionare dei punti su una fotografia e di misurarne i corrispondenti valori RGB (oppure CMYK, Lab, HSB, …).

Come si può vedere dalla Figura 2, selezionando il punto 1 sulla foto (se ne possono selezionare fino a 4) la Palette Info ne fornisce i valori RGB che corrispondono a R=161, G=165 e B=141 (Photoshop può essere settato anche per mostrare valori CMYK, Lab, … ma nel nostro caso rimarremo nell’ambito RGB).

Fatto queste premesse d’obbligo, passiamo operativamente alla tecnica di correzione delle dominati. Supponiamo di dover bilanciare la foto di Figura 3.

Come si può facilmente notare (anche a occhio a patto che abbiate calibrato e profilato il monitor) la foto è affetta da una dominante giallo-verdognola, ma quello che difficilmente si riesce a capire è che la dominante ha un’intensità diversa tra le ombre, i toni medi e le alte luci.

Questo fa sì che una normale correzione automatica, che potrebbe essere fatta ad esempio con l’eyedropper (contagocce) all’interno di un livello di Curve o Livelli (per stabilire il punto del nero, del grigio o del bianco), potrebbe fornire un risultato non corretto. In questo caso la tecnica da seguire è descritta nei tre passi seguenti.

Passo 1

Stabilire all’interno della foto 3 punti che identificano 3 toni neutri, uno per le ombre uno per i toni medi e uno per le alte luci. Questo è l’unico punto soggettivo di tutta la procedura in quanto si deve decidere quale sarà l’asse del grigio: il fotografo deve individuare nella fotografia tre punti che identifica e sceglie come neutri, cioè con tre valori RGB uguali.

Per poterli scegliere ci si deve ricordare della scena oppure si deve ipotizzare quale punto possa rappresentare un grigio scuro (vicino al nero), un grigio medio (nei dintorni del valore RGB=120,120,120 per gli spazi di lavoro sRGB e AdobeRGB, nei dintorni del valore RGB=100,100,100 per lo spazio di lavoro Prophoto) ed un grigio chiaro (vicino al bianco).

Una volta decisi i tre punti candidati ai toni neutri si seleziona lo strumento Color Sampler (Campionatore colore) e si clicca direttamente sulla foto per “markarli”: ad ogni click si identifica un punto.

Lo strumento Color Sampler è indicato nella figura 4 e nella figura 5 sono indicati i tre punti che abbiamo scelto per correggere la nostra foto dell’articolo.

Ci ricordavamo con certezza che il sostegno delle collane era bianco e quindi siamo partiti da questa considerazione per identificare sia il tono di grigio chiaro (il numero 2) che il tono di grigio medio (il numero 1); infine abbiamo scelto il tono di grigio scuro sul montante della vetrina.

Alcune considerazioni utili durante la scelta dei punti:

• Muovendosi con il cursore prima di cliccare sulla palette Info potete osservare il valore RGB del punto in cui vi trovate;

• I tre punti devono essere scelti vicino al nero (ma non RGB=0,0,0), vicino al bianco (ma non RGB=255,255,255) e vicino al grigio medio.

• Scegliete come opzione del Color Sampler il campionamento 3x3 pixel oppure 5x5, come mostrato in Figura 6. Nel nostro caso i valori RGB dei tre punti scelti sono:

• Per il numero 1 (che identifica un tono medio) RGB=137, 145 e 113;

• Per il numero 2 (che identifica un tono chiaro) RGB=254, 255 e 242;

• Per il numero 3 (che identifica un tono scuro) RGB=37, 44 e 24.

      

Poiché i numeri non mentono MAI, dalla palette Info appare evidente che la dominante colore non è uniforme nelle tre tonalità: il grigio scuro (punto 3 con RGB=37,44,24) presenta una dominante più verde del grigio medio (punto 1 con RGB=137,145,113), e la dominante del grigio chiaro (punto 2 con RGB=254,255,242) è più gialla del grigio medio.

L’asse del grigio che abbiamo identificato, e ipotizzato come reale, non presenta dunque una componente cromatica uniforme all’interno dell’immagine da correggere: ciò significa che per correggerla dovremo agire in maniera disgiunta tra i vari canali e con differente entità (in questo caso una campionatura del punto di nero, di grigio o di bianco dentro Curve o Livelli non sarebbe sufficiente per correggere l’immagine).

Identificati i punti su cui lavorare si passa allora al Passo 2.

Passo 2

In questo passo attraverso il livello di regolazione Livelli si apporteranno alla foto le correzioni che agiranno direttamente sui tre toni identificati.

Per fare questa operazione dovrete aprire in Photoshop sia i Livelli che la palette Info perché dovrete man mano verificare l’entità della variazione RGB che apporterete: sulla palette Info, infatti, potete verificare contemporaneamente, e per ciascun punto, i valori RGB originari e quelli finali ottenuti muovendo i vari slider dei Livelli.

Nella Foto 8 si può osservare quanto appena descritto: nei cerchi blu ci sono i valori RGB di origine mentre nei cerchi rossi ci sono i valori RGB che otterrete muovendo gli slider (in questo caso coincidono perché non abbiamo ancora spostato nessuno slider).

Apriamo un livello di regolazione Livelli e incominciamo a sistemare il tono scuro (il nostro punto 3) che aveva i valori RGB=37,44,24.

Dovremo muovere, per due canali RGB, lo slider dei toni bassi (figura 1) affinché tutti e tre i valori coincidano con quello più basso: nel nostro caso dovremo muovere lo slider dei toni bassi del Rosso (R) e del Verde (G) affinché i rispettivi valori siano entrambi 24 e coincidano con quello del BLU (B), che è il più basso e pari a 24.

Cliccare sul menù a tendina dei canali, scegliere il canale Rosso e muovere lo slider del tono basso verso l’interno finchè nella palette Info non leggerete 24.

ATTENZIONE: il valore 24 va letto sulla palette Info in corrispondenza del canale rosso del punto 3 (il nostro tono scuro) e non sul campo input dei Livelli (Figura 9).

Fare la stessa cosa con il canale Verde: cioè muovere lo slider dei toni bassi verso l’interno finchè sulla palette Info non leggerete, per il punto 3, un valore del verde pari a 24 (Figura 10).

Senza chiudere i Livelli, adesso agiremo sul punto di tono chiaro (il nostro punto 2).

La logica è la stessa: dovremo muovere, per due canali RGB, lo slider dei toni alti (Figura 1) affinché tutti e tre i valori coincidano con quello più alto: nel nostro caso dovremo muovere lo slider dei toni alti del Rosso (R) e del Blu (B) affinché i rispettivi valori siano 255 e coincidano con quello del Verde che era il più alto e pari a 255.

Vale sempre il precedente avvertimento di non considerare il valore di input dei Livelli, bensì il valore sulla palette Info in corrispondenza del canale che si sta correggendo (vedere figure 11 e 12.)

Come si può osservare a questo punto abbiamo trasformato i punti 2 e 3 in due toni neutri rispettivamente di grigio chiaro e grigio scuro eliminando qualsiasi dominante colore.

Può anche accadere che modificando il punto di tono chiaro possa anche variare minimamente qualcosa sul tono scuro, ma in genere sono variazioni di entità minima (nel nostro caso il blu del punto 3 passa da 24, valore precedentemente impostato, a 26). In questo caso sta a noi valutarne l’entità ed eventualmente correggere di nuovo.

In questo caso specifico abbiamo deciso di non correggerlo anche per verificare cosa accade con il passo 3 analizzato più avanti. Dopo queste correzioni la foto appare come in figura 13.

L’immagine appare notevolmente migliorata e rimane soltanto da sistemare i toni neutri attraverso il passo 3.

Passo 3

E’ un passo delicato in quanto serve un po’ di “buon senso” e un minimo di compromesso per far combaciare tutte le correzioni. Infatti, essendo questa l’ultima correzione cromatica alla foto, la variazione dei toni medi potrebbe innescare dei cambiamenti anche ai due toni già sistemati: è proprio qui che il buon senso deve prevalere sulla fredda logica matematica !

Innanzitutto bisogna stabilire quale sia il tono medio target di riferimento a cui tutti e tre i valori RGB devono tendere: quale migliore soluzione della media aritmetica! Nel nostro caso si prendono i valori RGB corretti del tono medio (il punto 1), si sommano e dividono per 3; dalla figura 12 abbiamo che i tre valori RGB del punto 1 sono R=131, G=135 e B=121 per cui il tono medio target diventa 131+135+121=387 che diviso per 3 fa 129.

A questo punto sui Livelli dovremo muovere, per i tre valori RGB (ove necessario ovviamente), lo slider dei toni medi (quello centrale) affinché tutti i canali tendano al valore 129: dovremo perciò portare il Rosso da 131 a 129, il Verde da 135 a 129 e così il Blu da 121 a 129.

Nella figura 14 viene indicato lo slider dei toni medi da muovere e la parte di palette Info (in rosso) da controllare durante le variazioni; nei cerchi blu i valori degli altri due punti che comunque devono essere tenuti sotto controllo durante le variazioni dei toni medi.

E’ molto probabile che muovendo i tre slider dei toni medi possano variare anche i valori corretti per il punto 2 e il punto 3; se questo accade noi di solito ci comportiamo in questo modo: continuiamo a correggere i toni medi cercando però di non stravolgere quanto già corretto per i toni bassi e alti; qualora ce ne fosse bisogno spostiamo contemporaneamente gli slider dei toni bassi e alti sui canali che sono stati impattati.

E’ una regolazione fine che con un po’ di pratica risulta molto semplice, tenendo presente che una differenza di poche unità tra i valori RGB è praticamente irrilevante. Nel nostro caso siamo arrivati, muovendo gli slider dei toni medi, e regolando di nuovo soprattutto gli slider dei toni bassi, al seguente compromesso che ci sembra ottimo (Figura 15): tutti e tre i punti hanno valori RGB praticamente identici e risultano quindi essere diventati neutri.

Alla fine la foto corretta appare come di seguito in Figura 16:

That’s all !!!

Sembra un procedimento complicato ma in realtà è molto semplice e basta prenderci solo un po’ la mano: sottolineiamo che tutta la procedura si svolge con un unico livello di regolazione di Livelli, che tra l’altro rimane sempre aperto fino alla conclusione delle correzioni cromatiche.

Semplice e veloce !!!

Alla prossima !